diffamazione il pugile Zakaria Moumni che picchia le donne in festeZakaria, infastidito della riuscita della festa marocchina, ha perturbato un momento della celebrazione offendendo i presenti, poi è stato arrestato dopo una violenta aggressione contro donne

hassan faqir31 أغسطس 2023آخر تحديث : منذ 8 أشهر
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diffamazione il pugile Zakaria Moumni che picchia le donne in festeZakaria, infastidito della riuscita della festa marocchina, ha perturbato un momento della celebrazione offendendo i presenti, poi è stato arrestato dopo una violenta aggressione contro donne

diffamazione il pugile Zakaria Moumni che picchia le donne in feste
Zakaria, infastidito della riuscita della festa marocchina, ha perturbato un momento della celebrazione offendendo i presenti, poi è stato arrestato dopo una violenta aggressione contro donne

L’ex pugile marocchino Zakaria Moumni arrestato ed accusato di diffamazione e aggressione fisica nei confronti di tre partecipanti all’evento del 29 luglio 2022, è stato condannato dalla Corte Superiore del Canada, con sede a Montreal, il 27 luglio 2023 a pagare 30.000 dollari canadesi a Rachid Najahi, direttore generale del gruppo Atlas Media, a titolo di risarcimento dei danni causati da dichiarazioni infondate rese pubbliche.
Il caso riguarda gli eventi artistici e culturali che hanno segnato la settima edizione del Festival marocchino di Montreal in occasione della Festa del Trono, organizzato il 29 luglio 2022 da Rachid Najahi e dal gruppo Atlas Media, al quale hanno preso parte più di 10.000 persone.
Zakaria Moumni, infastidito della riuscita della festa marocchina, aveva perturbato un momento della celebrazione offendendo i marocchini presenti e partecipanti, poi è stato arrestato dalla polizia di Montreal dopo una violenta aggressione contro donne.
Il verdetto della Corte Superiore del Canada, quindi, ha condanna Zakaria a pagare 20.000 dollari canadesi a Rachid Najahi per danni alla reputazione e 10.000 dollari come danni punitivi.
“Non sono i soldi che mi interessano. È una questione di principio, reputazione e integrità. Vivo in Canada da 31 anni, dove dirigo un gruppo mediatico dal 2001. Non tolleriamo alcun attacco all’immagine dei marocchini”, ha commentato Rachid Najahi.
Per Najahi, la condanna di Zakaria Moumni è anche una lezione per gli “specialisti” della diffamazione sui social network che, lontano dal Marocco, credono di essere protetti contro qualsiasi azione legale. “La sentenza sottolinea l’importanza della verità e della responsabilità nella diffusione dell’informazione pubblica”, conclude il numero uno del gruppo Atlas Media.

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